Il dono più grande

0 Commenti
1914 Visite

Sono passati cinque anni da quando ho ricevuto un incredibile dono: una persona che non mi conosceva e che si trovava dall’altra parte dell’oceano, negli Stati Uniti, ha deciso di donarmi una parte di sé, una sacca di cellule staminali emopoietiche, restituendomi così alla vita.
Alla diagnosi di leucemia acuta, mi fu subito detto che avrei dovuto affrontare un lungo percorso di cura attraverso la chemioterapia, ma che, nonostante questo, ciò che mi avrebbe davvero salvato la vita sarebbe stato un trapianto di midollo osseo. 
Fu subito fatta la prova di compatibilità con i miei due fratelli, che purtroppo risultò negativa. Solo un 30% di coloro che hanno bisogno di un trapianto, infatti, trova tra i propri familiari un donatore compatibile.

Mentre proseguiva il mio percorso di cura, fu quindi attivata la ricerca nel registro dei donatori volontari di midollo osseo, prima a livello italiano, e in seguito anche a livello internazionale (la probabilità di essere compatibile con un non consanguineo è di 1 ogni 100.000). Dopo sette lunghi mesi di ricerca, grazie ad una giovane donna americana, mi è stata ridata una possibilità. 
La malattia ti indebolisce, ti piega e non ti permette più di fare progetti: non puoi più pensare di fare anche le cose più semplici che facevi prima. In questo senso il trapianto, considerato l’unica vera cura possibile per molte malattie ematologiche, è come se ti restituisse la tua vita. O meglio una vita tutta nuova, con nuove consapevolezze della preziosità di quanto spesso diamo per scontato.
Purtroppo non tutti sono fortunati come me e c’è chi non trova un donatore compatibile, andando incontro ad un destino avverso. Per questo è importante che sempre più persone si iscrivano al registro dei potenziali donatori ed è per la stessa ragione che mi sono avvicinata ad ADMO, l’Associazione Donatori di Midollo Osseo, che cerca di sensibilizzare le persone alla donazione di cellule staminali emopoietiche.
Tutte le volte che posso racconto la mia storia. Cerco sempre di spiegare che questo tipo di donazione si può fare senza alcun rischio per la propria salute e con questo gesto chiunque può diventare l’eroe di una persona che non conoscerà mai, ma che gli sarà per sempre grata. 
In questi 5 anni mi sono successe tantissime cose belle, anche alcune meno belle, ma questa è la vita e vi assicuro che non c’è dono più grande che si possa fare ad una persona.

Francesca