Cara ADMO, Caro ricevente,
Cari voi tutti che vi imbattete a leggere queste parole….
ogni volta che iniziavo a scrivere queste due righe (che sapevo non sarebbero mai state due!), sembrava che le parole non risuonassero mai nel modo giusto per trasmettere le emozioni che si provano..
Io scrivo da donatrice, e tutto è partito quando mi hanno chiamato a dicembre, dopo essermi iscritta alle superiori all’ADMO.
Quando mi hanno chiamata per dirmi che ero compatibile, vi garantisco che dentro nasce una voglia di farcela e donare vita che è inspiegabile, ma allo stesso tempo ho purtroppo potuto toccare dal vivo quanto ancora questo gesto sia ancora troppo sconosciuto per l’importanza che ha.
Ho fatto i primi accertamenti per vedere se davvero la compatibilità fosse reale oppure fosse uno di quei “falsi positivi” che spesso accadono. Sono passati mesi, il telefono non è più squillato, non è più arrivato nessun segnale ed ammetto che ci avevo smesso di credere, fino a quando, a fine luglio suona il telefono. Era il centro donatori di Rimini, che mi ha poi dirottato su Bologna, che mi ha comunicato che la mia compatibilità era reale.
Da lì, al rientro dalle ferie, nel giro di due settimane, sono stata esattamente risvoltata come non mai, esami e visite per verificare attentamente il mio stato di salute, con un grado di umanità raro.
Nonostante la voglia di donare e realizzare questo gesto enorme, tutto lo staff si è preoccupato in primis che lo stato di salute del donatore sia ottimale, solo dopo tutti gli esami, arriva l’ok definitivo ed è lì che viene anche data la certezza al ricevente. Pensate a quanto possa essere importante quel momento lì, per la persona che è dall’altra parte, appesa ad un filo di speranza, nel ricevere quella frase: “abbiamo trovato il tuo donatore!”.
Il giorno della donazione è qualche cosa di inspiegabile, anche a distanza di tempo, quando ci penso, ho gli occhi che mi si illuminano di lacrime ed uno stato emotivo che a parole non riesco a descrivere. Credo che si tratti semplicemente di umanità, nel senso più nudo e vero della parola.
Da qui qualche cosa dentro di me è cambiato e inizierò presto il cammino da volontaria e testimonial per ADMO.
Questa esperienza mi ha fatto riflettere tanto e mi ha fatto capire l’importanza di quanto un piccolo gesto per noi possa davvero salvare e dare una seconda possibilità, non solo al ricevente ma anche a tutte le persone che ci sono intorno.
In qualche modo, dietro a questa triste e stronza malattia, quando si trova una compatibilità, si viene a creare una storia magica, tracciata da un filo, che donatore e ricevente vivono, senza però mai saperlo reciprocamente, e credo che anche questo sia un lato di magia che questa vita ci regala.
Confido e spero che il mio ricevente possa festeggiare un bellissimo Natale, con l’amore e la gioia che questo periodo regala!
Allo stesso tempo spero che sempre più giovani conoscano questa prassi, che oltre a donare sangue e plasma, si può donare anche midollo, e che, nella stragrande maggioranza dei casi per donare midollo non si viene operati, ma si tratta di stare semplicemente 4/5 ore attaccati ad una macchina che ti preleva “la vita” e tra l’altro, dandoti anche la possibilità di stare un po’ di tempo con te stesso, staccati dal mondo reale!
Vorrei ringraziare tutto lo staff del Sant’Orsola per la grande professionalità ed umanità che hanno avuto nella fase preparatoria alla donazione ed all’ADMO per essermi stati vicino il girono della donazione!
Iscrivetevi al registro dei donatori e se la vita deciderà che sarete compatibili, donate, ne vale davvero la pena!
Alice






