Regali Solidali

Un panettone per la vita

Insieme possiamo aiutare concretamente tutti coloro che, in questo momento, stanno combattendo la loro battaglia per la vita.
Oggi ancora il 20% dei pazienti non riesce a trovare un donatore compatibile. ADMO desidera dare questa opportunità di guarigione a tutti coloro che ne necessitano.

La campagna natalizia “Un Panettone per la Vita” è di fondamentale importanza per sostenere la lotta contro le malattie del sangue e per offrire una speranza di vita a chi ne ha bisogno. Attraverso l’acquisto di un panettone durante il periodo natalizio, si contribuisce attivamente a sostenere le attività di ADMO. Ogni panettone acquistato è un gesto di speranza che si traduce in un aiuto concreto per chi lotta contro queste malattie.

Unisciti alla campagna “Un Panettone per la Vita” e regala un sorriso, una speranza e una possibilità di vita a chi ne ha bisogno.

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Sei a dieta? non sei pronto per il Natale? Puoi salvare una vita anche con una semplice donazione:

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Dove puoi trovarci durante la campagna di Natale
La storia di GIULIA

Da oltre 30 anni Fondazione ADMO Emilia Romagna ETS si impegna per salvare la vita a tutti i pazienti colpiti da leucemia e altre gravi malattie del sangue che necessitano di un trapianto di midollo osseo, sensibilizzando ed iscrivendo nuovi donatori.

Giulia ha bisogno di un trapianto di midollo per rinascere e tornare a vivere.

Un donatore compatibile lo si trova in Germania e nel novembre 2017 Giulia entra in ospedale. «La cosa più bella che mi è capitata è quando ho visto arrivare l’infermiere con la sacca del midollo. Quel giorno non riuscivo a dormire tant’ ero agitata. Fino all’ ultimo ho sperato che arrivasse ed è arrivata: me lo ricorderò a vita».

Giulia ha vent’anni e sta preparando gli esami per entrare all’Università quando inizia ad avere diversi episodi di svenimento. Entra in ospedale per gli accertamenti diagnostici e la risposta è drammatica:

c’è un linfoma di Hodgkin di grosse dimensioni che non le dà tregua e deve iniziare un lungo percorso di chemioterapia.

«Avevo perso i capelli, mi restava qualche ciuffo e una mattina mi sono svegliata e l’ho tagliato. Non ho mai avuto una parrucca perché non volevo nascondermi. Figurarsi, finivo la seduta di chemio, magari vomitavo per la sofferenza ma poi uscivo con le mie amiche a svagarmi».